Bresciaoggi racconta “Antenati” al Teatro Marconi: Marco Paolini tra ironia, immaginazione e memoria
Nei giorni scorsi Bresciaoggi ha dedicato uno spazio al Teatro Marconi di Calcinato nella sezione Spettacoli (martedì 3 marzo 2026), annunciando lo spettacolo “Antenati” di e con Marco Paolini, in programma martedì 3 marzo alle 20.45 al Teatro Marconi.
L’articolo mette in luce il tratto distintivo dell’attore: una narrazione capace di unire leggerezza e profondità, dove l’oralità diventa teatro e l’ironia diventa uno strumento per attraversare temi grandi, senza renderli distanti.
Un viaggio nelle origini: 4.000 generazioni, un’unica storia
“Antenati” ripercorre l’evoluzione della nostra specie attraverso un incontro immaginato con i “nonni dei nonni”, risalendo le 4.000 generazioni che ci collegano ai progenitori comuni: quel piccolo nucleo africano da cui discendono gli abitanti del pianeta appartenenti alla nostra specie.
Alla parola è affidato il compito di far vedere questa stirpe che ci ha preceduto, e da cui abbiamo ereditato difetti e virtù. Oralità, epica, teatro e finzione si intrecciano come invenzioni umane: “cose inutili che ci piacciono”, ma che ci definiscono, perché abbiamo creato le parole per chiamare le cose, il modo per raccontarle, e le abbiamo consegnate in eredità ai figli dei figli.
Dentro la finzione del teatro, Paolini ricostruisce i fili dei legami che permettono di organizzare una stravagante riunione di famiglia: tutti i nonni della storia sono chiamati a dare consiglio sul futuro della nostra specie, oggi a rischio di estinzione per catastrofici mutamenti climatici di origine antropica. Un passaggio che porta lo spettacolo dal racconto delle origini a una domanda urgente sul presente.
Come sintetizza la voce in scena: “Nessuno di noi è solo uno, nessuno è uno solo uno, io sono fili e non dati, fili, fili…”.
Un Teatro che costruisce continuità e comunità
Notizie come quella pubblicata da Bresciaoggi raccontano bene la direzione che il Teatro Marconi sta portando avanti: un luogo che ospita spettacoli capaci di attirare pubblico e attenzione, ma che vuole essere anche uno spazio vivo, vicino alle persone e al territorio.
È in questa prospettiva che si inserisce la collaborazione con La Nuvola nel Sacco, impegnata nella gestione degli eventi e nella comunicazione del teatro, con l’obiettivo di rendere il Marconi sempre più riconoscibile, accessibile e vissuto.
Per rendere possibile questo percorso, la gestione del Teatro Marconi è stata affidata a tre enti del terzo settore con ruoli distinti ma integrati: La Nuvola nel Sacco come capofila e coordinamento operativo-amministrativo, Associazione Finisterrae per la direzione artistica, Music&Life per la responsabilità tecnica. Un lavoro di rete che punta a costruire una proposta culturale non fatta di singoli appuntamenti isolati, ma di un progetto stabile nel tempo.
L’obiettivo è valorizzare l’ecosistema culturale e artistico di Calcinato attraverso rassegne, cinema, laboratori e masterclass: occasioni che mettono insieme spettacolo, formazione e partecipazione, rafforzando relazioni e creando opportunità di incontro. Perché il Teatro Marconi sia sempre più un punto di riferimento per il territorio: un luogo in cui si assiste a uno spettacolo, ma in cui si costruisce anche comunità.

